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Iran Air vuole espandere la sua flotta di aeroplani dopo la fine delle sanzioni

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Farhad Parvaresh, presidente e amministratore delegato di Iran Air, ha detto: “Tuttavia, in assenza di un accordo a lungo termine che ponga fine all'isolamento economico dell'Iran, la compagnia di bandiera si rivolgerà alla Russia e alla Cina come fornitori alternativi”.

I commenti, rilasciati in una rara intervista con i media stranieri a margine di una conferenza sulla compagnia aerea, arrivano mentre l'Iran e altre sei nazioni si preparano a riprendere i negoziati su un accordo finale che possa terminare la disputa sul nucleare iraniano, disputa che ormai dura da dieci anni.

Un accordo preliminare è stato firmato a Ginevra nel mese di novembre, in base al quale l'Iran ha accettato di fermare alcune attività nucleari sensibili in cambio di un alleggerimento parziale delle sanzioni. L'accordo, entrato in vigore il 20 gennaio, è stato pensato per guadagnare tempo per un accordo finale vero e proprio da raggiungere entro sei mesi e per consentire la vendita di parti di ricambio per aerei.

Alla domanda se sarebbe stato più facile collaborare con le compagnie con cui si è lavorato sotto l'accordo temporaneo di Ginevra, Parvaresh ha risposto: “Sì, questo è certo”. (Fonte: Reuters)

Ha aggiunto: “A mio avviso, se le sanzioni vengono sollevate nel settore dell'aviazione, avremo subito bisogno di almeno 100 aerei, sia wide-body sia narrow-body”.
Le società statunitensi Boeing Co e General Electric Co hanno detto che stanno cercando di esportare parti in Iran nell'ambito dell'accordo che scade il 20 luglio.

Parvaresh ha detto che anche Airbus sta lavorando con l'Iran sfruttando l'accordo temporaneo. Un portavoce della compagnia francese ha confermato di aver chiesto a Washington il permesso di esportare in Iran parti di ricambio, mentre in precedenza questa era solo una possibilità.

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Parvaresh ha elencato i modelli di aereo che potrebbero andar bene a Iran Air: Airbus A320 e Boeing 737-800 (jet narrow-body); A330, A350, Boeing 777, 787 e forse anche il 747-8 (jet wide-body a lungo raggio).
Ha anche citato la canadese Bombardier e la brasiliana Embraer, altre due aziende che vogliono aggiudicarsi una fetta dei 100 miliardi di dollari annualmente spesi per aerei passeggeri.
“Siamo in grado di lavorare con tutti loro”, ha detto. “Anche se gli aerei non sono immediatamente disponibili, possiamo stipulare facilmente un contratto di leasing”.

Ha confermato le stime secondo cui l'Iran avrebbe bisogno di 400 aerei e ha detto che la strategia di Iran Air è competere con le grandi compagnie aeree dei paesi del Golfo Persico.
Alla domanda se Iran Air stesse già parlando con i costruttori nel caso che le sanzioni fossero revocate, Parvaresh ha risposto: “Siamo in contatto con molti costruttori aeronautici. Prima non era semplice, ma adesso non è più proibito parlare, né a loro né a noi”.

Alla domanda se tali discussioni includevano Airbus o Boeing, ha detto: “Entrambi stanno guardando al mercato iraniano, ma ci sono anche altri produttori”.
Un portavoce di Airbus ha dichiarato: “Non siamo in trattative commerciali con l'Iran”.

Un portavoce di Boeing ha ribadito che gli è stata concessa una licenza temporanea per vendere all'Iran pezzi di ricambio. “Tutte le discussioni che abbiamo avuto con i funzionari delle compagnie aeree iraniane sono in stretta conformità con tale licenza e con la politica del governo degli Stati Uniti”.

Le formalità necessarie alle parti per rispettare l'accordo di Ginevra stanno andando per le lunghe, cosicché i diplomatici sono sotto pressione per estendere la scadenza del 20 luglio.
“Noi di Iran Air speriamo che i negoziati si concludano positivamente o che almeno siano estesi,” ha aggiunto Parvaresh.

Il potenziale di un paese di 76 milioni di persone che possiede alcune delle riserve di gas e petrolio più grandi al mondo costituisce una calamita per aziende straniere che cercano opportunità a lungo termine.

RUSSIA, CINA
Fonti diplomatiche dicono che le aziende statunitensi saranno le prime a beneficiare di un ammorbidimento più ampio delle sanzioni, ma le imprese europee non staranno a guardare mentre gli USA cercheranno di fare la parte del leone com'è accaduto in Iraq.
Oltre al Brasile e al Canada, la Russia e la Cina stanno lavorando su nuovi aerei di linea narrow-body che dovrebbero entrare in servizio nel 2017.

Mosca e Pechino hanno inoltre concordato di sviluppare insieme un aereo wide-body più audace, segnando un significativo passo avanti nell'alleanza che sta emergendo tra le due potenze; tuttavia, per vedere il compimento del progetto, occorrerà attendere almeno dieci anni.
Alla domanda che cosa accadrebbe se i colloqui sulle sanzioni fallissero, Parvaresh ha replicato: “Dal momento che abbiamo un gran bisogno di aerei, ci rivolgeremmo senza alcun dubbio alla Russia o alla Cina”.
Ha poi aggiunto: “Se i negoziati non vanno bene, noi non perderemo molto, ma d'altra parte andare avanti e crescere fa bene a tutte le aziende. Continueremo con i nostri metodi. Ora abbiamo molta esperienza”.

Le autorità iraniane avevano ripetuto per anni che le sanzioni non avevano alcun impatto negativo sul paese, affermando che l'Iran era autosufficiente. Ma dopo la clamorosa vittoria del pragmatico Hassan Rouhani alle elezioni dell'anno scorso, le autorità hanno incolpato le sanzioni per le difficoltà economiche che stanno strangolando il paese.

“L'esperienza dimostra che quello che hanno fatto a noi non ha funzionato. Sia in pratica sia in teoria, non ha funzionato”, ha detto Parvaresh.
Gli Stati Uniti e altre potenze occidentali dicono che le sanzioni hanno costretto l'Iran a compromessi sulle attività nucleari, che l'Occidente ritiene comprendano piani per una bomba atomica; Teheran, tuttavia, nega che ci siano piani militari dietro il programma nucleare.

La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno multato una società olandese per avere eluso le sanzioni, ma l'Iran dice che può trovare ciò di cui ha bisogno, anche se a caro prezzo.
Parvaresh: “Bisogna sempre operare con venditori, e questi ovviamente se ne approfittano. Non è facile, ma un sistema per ottenere le cose esiste sempre… Per alcuni pezzi di ricambio paghiamo un prezzo più alto anche del 200%”.
Fonte: Reuters

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