Il nuovo mercato dei capitali: l’Iran chiede collaborazione all’Italia

Teheran – L’esperienza italiana nel settore delle privatizzazioni è chiamata a imprimere un marchio decisivo nel nascente, e ancora incerto, mercato iraniano che oggi si apre (almeno in parte) alle capitalizzazioni private.

Una svolta nella storia dell'economia e dei commerci iraniana a cui è chiamato a partecipare il Paese italiano per tramite del suo ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini, che mercoledì scorso, ha incontrato il direttore della Borsa Valori di Teheran, Ali Rahmani.

Al termine dell'incontro, Rahmani e l'Ambasciatore Bradanini hanno reso note le intenzioni di entrambe le parti di rafforzare i rapporti già esistenti sul mercato dei capitali, rendendo effettivi i propositi di una collaborazione attraverso un apporto concreto di esperti del settore che viaggeranno dall'Italia in Iran per approfondire le intenzioni di Teheran e le condizioni della partecipazione.

Rostam e Sohrab di Ferdowsi al Teatro Argentina di Roma

Rostam e Sohrab di Ferdowsi al Teatro Argentina di Roma

Roma – Saranno le marionette di Werner e Christine Heirzer (costruttori del famoso Teatro delle Marionette Schoss Schonbrunn di Vienna), vestite di preziose stoffe iraniane, a mettere in scena sulle musiche di Loris Tjeknavorian le storie di Rostam e Sohrab, personaggi usciti dalla penna dell'antico poeta iraniano Ferdowsi nel pieno splendore della cultura persiana, intorno all'anno mille.

Rostam e SohrabPer la prima volta in Italia, il Teatro Iraniano delle Marionette debutterà in due date al Teatro Argentina il 30 settembre e il 1 ottobre con diciotto storie del Shahnamé, il poema con cui Ferdowsi racconta il combattimento epico (e beffardo) tra padre e figlio, il Re Rostam e il suo unico figlio Sohrab, appunto, lasciando nei secoli a seguire un'impronta indelebile nella narrazione iraniana e in tutta il suo mondo artistico.

Una storia di coraggio e congiure, con un tragico epilogo, ambientata nello sfarzo delle corti persiane di un tempo, sceneggiata in maniera quasi disarmante da semplici marionette, in perfetta sintonia con la tradizione del cosiddetto Teatro di Figura che Behrouz Gharibpour , regista e adattatore dello spettacolo, intende rilanciare in questo modo in collaborazione con l'Istituto di Cultura dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran a Roma.

Behrouz Gharibpour sceglie non a caso Roma come unico (per ora) teatro della sua rappresentazione: è qui che ha vissuto per anni durante la sua formazione accademica in arte drammatica, frequentando assiduamente il Teatro Quirino e lo stesso Teatro Argentina.

Prevendita on-line disponibile sul sito www.teatrodiroma.it.

Stallo nella trattativa tra Iran e Austria per il gasdotto

Teheran – Rischia di saltare in queste ore l'accordo tra Iran e l'austriaca OMV, partner energetici per la costruzione della pipeline Nabucco che, con una estensione complessiva di 3,300 kilometri, trasporterà gas dalle regioni dell'Asia Centrale direttamente sul mercato europeo, il tutto presumibilmente a partire dal 2013.

A lavori fermi, il Ministro del Petrolio Iraniano Gholam Hussein Nozari fa sapere, infatti, di mal sopportare l'atteggiamento d'indecisione con cui il gruppo austriaco continua a rinviare la chiusura delle trattative e, quindi, l'avvio delle operazioni.

Nozari, forte della consapevolezza dell'importanza della partecipazione iraniana al progetto Nabucco (l'Iran possiede da solo il 16% delle riserve di gas mondiali), prefigura già nuovi possibili partner alternativi qualora OMV non arrivasse alla firma finale del contratto al più presto

Al progetto per la realizzazione della pipeline euro-asiatica partecipano anche la compagnia ungara MOL, la rumena Transgaz, la Bulgargaz, la tedesca RWE e la turca Botas.

Debutta il cinema iraniano a Fukuoka, in Giappone

Teheran – Si è aperta da pochi giorni in Giappone la 18″°edizione dell'Asia Fukuoka International Film Festival (11-21 Settembre), rassegna cinematografica largamente attesa nella terra del Solevante che quest'anno, oltre ad ospitare le opere di registi provenienti da Turchia, Siria, Pakistan, India, Malesia, Thailandia, ma anche Cina, Filippine e Sud Corea, ha già dato ampio spazio anche al cinema prodotto in casa Iran, dando rilievo internazionale al livello di qualità raggiunto dalla produzione cinematografica iraniana.

Tre i film in questione presentati con successo, tutti diretti da affermati registi iraniani.

Già di fama internazionale, Dariush Mehrjui ha portato in scena la sua ultima realizzazione dal titolo “Santoori”, chiaramente ispirato alla trama del film tutto incentrato sulla storia di musica e droga del protagonista, un giovane suonatore del Santur, antico strumento musicale a corde di origine persiana.

Opera di Majidi (non nuovo agli schermi del Festival di Fukuoka) è invece “Song of Sparrows” (Il canto del pappagallo), già vincitore dell'Orso d'Argento, premio per il migliore attore, nell'ultima edizione del Festival di Berlino: vengono raccontate le vicende di un vecchio allevatore di struzzi che, caduto in miseria, si ritrova a scontrarsi con le diversità e l'alienazione della vita in città .

Non è mancato, infine, Abbas Kiarostami, già autore di numerosi film che tra gli anni '80 e '90 hanno mostrato un'immagine umana e artistica dell'Iran ad una fetta dell'opinione pubblica occidentale piuttosto scettica. Questa volta Kiarostami ha riproposto al pubblico internazionale “Where Is the Friend's House?” (Dove è la casa dell'amico?), realizzato nel 1987 e ispirato al poema di Sohrab Sepehri, che ripresenta il sempre attuale senso del dovere della società iraniana attraverso lo sforzo compiuto da un bambino per raggiungere la casa dell'amico e restituirgli in tempo un oggetto personale smarrito.