L’Iran comincia a sviluppare un giacimento di ‎petrolio congiunto al confine con l’Iraq ‎

L'Iran ha cominciato il piano di sviluppo del giacimento petrolifero di Azar, che possiede insieme all'Iraq, come ha annunciato il Viceministro del petrolio Mohsen Khojastemehr sabato scorso.

Entro la fine dell'anno persiano corrente (21 marzo 2011) sarà presa una decisione sullo sviluppo dei giacimenti di gas e di petrolio insieme ai paesi confinanti. Secondo un programma predefinito, gli interventi di sviluppo nei giacimenti sfruttati in comune interesseranno gli oleodotti.

Il giacimento di Azar si trova nella regione di Anaran, nell'Iran occidentale, e le sue riserve totali (comprese quelle del versante iracheno, nella zona di Badra) si aggirano intorno ai 400 milioni di barili.

Il Viceministro ha poi sottolineato che il Ministero del petrolio ha adottato una politica di decisioni a breve termine perché non intende cominciare lunghe trattative con compagnie estere. Ha aggiunto che il piano di sviluppo generale del giacimento di Azar è già stato preparato; attualmente sono in corso colloqui con compagnie iraniane ed estere circa gli investimenti per sostenere questo piano. Le operazioni di estrazione dovrebbero cominciare a breve.

Precedentemente era stato annunciato che il piano di sviluppo del giacimento di Azar sarebbe costato intorno a 1,4 miliardi di dollari e che la produzione iniziale di 20.000 barili di greggio al giorno sarebbe iniziata entro il marzo del 2012.

Il giacimento di Azar si trova nella regione di Anaran, nell'Iran occidentale, e le sue riserve totali (comprese quelle del versante iracheno, nella zona di Badra) si aggirano intorno ai 400 milioni di barili. Una volta completato il piano di sviluppo, il giacimento produrrà 50.000-65.000 barili di greggio al giorno per un periodo di 25 anni.

Secondo un sito di informazione iracheno, una fonte del Ministero del petrolio dell'Iraq dello scorso maggio riporta che il paese sta sviluppando molti giacimenti insieme ai paesi confinanti. Il Ministero iracheno del petrolio ha sviluppato parte del giacimento di Badra e ha invitato l'Iran a fare altrettanto con il giacimento di Azar. L'Iraq, dopo avere firmato nel 2009 contratti ventennali con un gran numero di compagnie petrolifere internazionali al fine di aumentare la sua produzione ancora sottostimata, ha annunciato il 4 ottobre di avere aumentato le sue riserve da 115 a 143,1 miliardi di barili.

Si tratta di un aumento del 24%, che ha permesso all'Iraq di superare l'Iran nella classifica delle riserve petrolifere e che ha piazzato il paese dietro all'Arabia Saudita e al Venezuela.Una settimana dopo Teheran ha risposto aumentando le sue riserve da 138 a 150,3 miliardi di barili (aumento pari al 9%), aggiungendo che il dato probabilmente crescerà ancora entro la fine dell'anno iraniano nel marzo del 2011. L'attuale produzione iraniana, nonostante le sanzioni degli USA, delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, è ancorata a 3,7 milioni di barili al giorno; l'Iraq, è a 2,4 milioni di barili giornalieri.La classifica dell'OPEC tiene conto della produzione piuttosto che delle riserve, anche se si ritiene che l'Iraq abbia altri 100 miliardi di barili in giacimenti non ancora utilizzati.

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Soprattutto Francia e Germania stanno dimostrando un interesse enorme per il mercato iraniano. “Dopo la firma dell’accordo di Vienna sul nucleare – ricorda il giornalista – il ministro tedesco dell’Economia, Sigmar Gabriel, è stato il primo esponente europeo a visitare l’Iran”. “La Francia – continua – già molto attiva in Iran nel settore automobilistico, mostra interesse a recuperare terreno in molti altri settori. Ne è prova l’invito che il presidente Francois Hollande ha rivolto all’omologo Hassan Rohani a visitare la Francia a novembre”. Senza contare che anche le aziende statunitensi ora puntano al mercato iraniano.

Con il suo alto potenziale, quindi, l’Italia deve lavorare bene e in fretta per assicurarsi il primo posto tra i partner dell’Iran. “Sarebbe ad esempio di grande utilità – secondo Pezeshki – rafforzare ed espandere le attività delle due camere di commercio italo-iraniana e irano-italiana. In Germania, l’Organizzazione per lo Sviluppo Commerciale Iraniano ha appena acquisito mille metri quadri di uffici al centro di Berlino, che saranno utilizzati come spazio di rappresentanza per le holding iraniane”.

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Il giornalista cita la collaborazione in ambito scientifico e in quello del restauro e dell’archeologia. Ricorda che “a Isfahan i lavori di restauro dei monumenti sono stati eseguiti nell’ambito di accordi di collaborazione tra Italia e Iran avviati dall’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente e con il contributo del ministero degli Affari esteri”.

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Mardasi aveva precedentemente espresso il desiderio che le esportazioni di tappeti potessero raggiungere i 500 milioni di dollari entro la fine dell’anno iraniano in corso.
Secondo Mardasi, l’Iran è il maggiore esportatore mondiale di tappeti.
Ha poi affermato che, offrendo prezzi competitivi rispetto ai prodotti indiani, cinesi e pakistani e aggiornando i disegni e i colori in base ai gusti globali, l’Iran può aumentare la sua quota sul mercato mondiale.

(fonte: agenzia IRNA)

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Secondo Mardasi, l’Iran è il maggiore esportatore mondiale di tappeti.
Ha poi affermato che, offrendo prezzi competitivi rispetto ai prodotti indiani, cinesi e pakistani e aggiornando i disegni e i colori in base ai gusti globali, l’Iran può aumentare la sua quota sul mercato mondiale.

(fonte: agenzia IRNA)