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Reza Najie ha vinto l’Orso d’argento al Festival del Cinema di Berlino

Roma – L’attore iraniano Reza Najie ha vinto l’Orso d’argento al Festival del Cinema di Berlino per il suo ruolo di ex allevatore di struzzi in cerca di lavoro nel film “Il canto dei passeri” di Majid Majidi.

Majid Majidi è uno dei registi più popolari in Iran. Dal punto di vista narrativo, Majidi segue una struttura più tradizionale rispetto ad altri registi come Kiarostami e Makhmalbaf. Ed è stato proprio con Makhmalbaf che Majidi ha esordito come attore in tre film realizzati nella prima metà degli anni Ottanta, Fleeing from Evil to God e Two Blind Eyes (entrambi del 1984) e Boycott (1985).

Negli anni Novanta, invece, ha intrapreso una prolifica carriera di regista. The Song of Sparrow è una commedia di stampo neorealistico, divertente e drammatica nel contempo. Al centro del film c’è la figura di Karim, un onesto padre di famiglia che vive in un villaggio vicino a Teheran e perde il lavoro dopo essersi fatto scappare uno struzzo dall’allevamento di cui è responsabile. Nell’impossibilità di ritrovare lo struzzo, comincia a girare per le strade di Teheran in sella a una motocicletta alla ricerca di un’occupazione qualsiasi che possa permettergli il mantenimento della famiglia. Impegnato nella difficile ricerca di un lavoro, si allontana però dai valori genuini della sua vita quotidiana e perde di vista i bisogni dei suoi cari che vorrebbero solo stargli accanto e allentare le sue responsabilità .

Avaze Gonjeshk haCasualmente, un giorno in città , un uomo sale dietro la sua moto e al termine del tragitto gli paga la corsa. Soddisfatto dai guadagni, comincia a improvvisarsi tassista a Teheran, mentre la sua abitazione si trasforma in un deposito di tutti gli oggetti che prende ad accumulare senza criterio. Distratto dal lavoro, Karim riapre gli occhi sulle persone che lo circondano solo quando un incidente domestico, causato dagli oggetti che tiene in casa, non lo costringe a letto per molti giorni.

Attorno a sé si muove dappertutto l’amore e il rispetto, che vengono a lui come in una processione naturale, tra una moglie premurosa e dei figli che si impegnano per fare di lui un padre fiero. The Song of Sparrows, pur muovendosi all’interno di una dimensione realistica, si concede di tanto in tanto qualche parentesi surreale (come la scena in cui il protagonista gira su una montagna, travestito da struzzo, nella speranza di richiamare il pennuto scomparso) e divertentissime situazioni comiche (gli struzzi indisciplinati e i viaggi del protagonista per le strade della città che gli lasciano sempre in dono un nuovo aggeggio, più o meno inutile, destinato a essere accatastato con gli altri).

Un’accusa che è gli è stata mossa da alcuni recensori è quella di moralismo quando, nella scena della ““redenzione”” di Karim,l’incidente domestico causato proprio dagli oggetti che tiene in casa, segno di come anche lui sia stato ““colpito”” dal suo stesso desiderio di accumulo.

Dello stesso regista in Italia si è visto Baran, realizzato nel 2001 e distribuito in sala nel 2003. Sotto certi aspetti, l’adolescente protagonista di Baran e Karim si somigliano. I due protagonisti sono sempre trascinati dagli eventi, ma in realtà nascondono un’indole buona. Le due figure sono state associate alla coppia De Sica-Zavattini, protagonista di molti film italiani indimenticabili e il riferimento più immediato appare Miracolo a Milano.

Avaze Gonjeshk-ha (Il canto dei passeri) di Majid Majidi, Iran, 2008, 96 min – Cast: Reza Najie, Maryam Akbari, Kamran Dehghan, Hossein Aghazi.

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